CONSIGLI SPIRITUALI

Prima di intraprendere un percorso spirituale occorre fidarsi di Dio, e per farlo occorre iniziare a pregare, per averne la forza e conseguentemente fare una bella Confessione. Per pregare non aspettare un momento nell’arco della giornata, ma iniziare subito, anche se inizialmente può sembrare difficile, ma appena riuscirete continuate anche più volte durante il giorno. Vedrete… anche Dio vi aiuterà in questo. Nella sezione delle PREGHIERE del mio sito troverete belle e importanti preghiere. Comprenderete poi che la forza interiore deriverà dal recitare la preghiera del S. Rosario.

1. La sofferenza

La sofferenza e la morte sono entrate nel mondo a causa del peccato dei nostri progenitori, Adamo ed Eva. Se stare vicino a Dio vuol dire godere delle sue grazie spirituali, il fatto invece di dare più importanza alle cose e alle creature a cui si lega il cuore, vuol dire esporsi a vizi, a desideri, che ci allontanano da Dio, e tale allontanamento provoca sofferenza alla nostra anima, perché noi siamo stati fatti per la vita spirituale. Non possiamo chiedere l’intervento di Dio quando ci fa comodo o per risolvere i nostri problemi. Dio non è un “distributore di grazie a moneta”, ma un Dio personale, che vuole che cresciamo nelle cose sue per farci partecipi di una vita veramente “piena”. Eppure quanta sofferenza nel mondo! Sofferenza dovuta al grande peccato generato dalla mancanza d’amore, che genera odio, guerre, divisioni familiari. Ritengo che nel mondo non ci sarebbe tutto questo male, se ci si amasse di più, se ciascuno di noi portasse il carico di preoccupazioni degli altri, mediante la preghiera, l’ascolto, il consiglio, l’aiuto verso di loro. In ogni caso, se qualcuno di voi è afflitto da sofferenza fisica o spirituale, non ha mai pensato che potrebbe essere stato chiamato a riparare ai suoi ed altrui peccati, a salvare anime, attraverso l’offerta della propria croce, unendola ai meriti del Cuore di Gesù, alla sua passione (vedi Atto di offerta giornaliera)? Sì…, perché molte anime sono bisognose di tali offerte, poiché non hanno conosciuto Gesù o se hanno ricevuto il Battesimo da piccoli, non hanno coltivato la loro  fede, con una vita morale secondo i Dieci Comandamenti e forse non hanno fatto fruttare i talenti che Dio aveva affidato loro. Forse, Dio vuole far ragionare queste persone attraverso la sofferenza, che provoca riflessione, offrendo loro la possibilità di rientrare in quella comprensione delle cose, che diversamente non sarebbe possibile. E’ anche per mezzo della sofferenza che si diventa tolleranti verso gli altri, che soffrono, arrivando a comprenderli e ad amarli. Quante virtù spirituali che si acquisiscono se si accetta, valorizza la sofferenza, come Gesù sul Calvario! Egli la permette al fine di guarire la nostra anima. Non lasciatevi prendere dalla paura per la sofferenza-croce, come fece il buon ladrone, che morì insieme a Gesù e che valorizzò la sofferenza, divenuta per lui preghiera, offerta, per la salvezza della sua anima. Infine, vi chiederete se possiamo guarire dalle nostre infermità. Dio vuole guarirci, se ciò fa parte del suo progetto di salvezza per le nostre e altrui anime e lo fa concedendo la grazia nella preghiera attraverso Maria Ss.ma. Ma la persona sofferente deve accedere prima al sacramento della S. Confessione (confessando tutti i peccati mortali, e possibilmente anche quelli veniali), pregando con il cuore, con amore filiale Maria e chiedendo preghiere per sé alle altre persone.

2. Pregare bene, con il cuore

Mi stupisce che durante qualche incontro di preghiera si preghi con estrema velocità, offrendo l’impressione di non sapere cosa si sta dicendo, forse pretendendo di dare a Dio quanto Gli spetta, mentre siamo noi ad aver bisogno della grazia di Dio. Mi chiedo se non si è mai provato a pregare bene, adagio, meditando la preghiera, facendola passare dal cuore?  Se si prega con amore[89] non si avrà l’urgenza di terminare la preghiera, anche il S. Rosario e quando si terminerà una preghiera si sentirà quasi il piacere di volerne recitare delle altre, senza essere stanchi.  Questo perché, quando la preghiera è un atto comunitario, occorre aspettare e rispettare chi ha un andamento più lento e meditativo di pregare. Mi chiedo se i genitori e gli educatori si rendono conto di insegnare a pregare bene ai bambini e ai ragazzi. Se loro pregano bene non avranno difficoltà da adulti, ma se non diamo l’esempio e non insegniamo loro, le nostre chiacchiere sulla società che va male sono la nostra condanna, perché noi non facciamo la nostra parte. Se non siamo luce per i fratelli come possiamo pretendere che loro trovino la strada? Vi chiederete anche il perché nella preghiera non siamo esauditi. E’ a motivo che formuliamo male la nostra richiesta: Dio non può esaudire i nostri desideri quando questi sono finalizzati ai nostri “piaceri”, perché ciò non corrisponde al nostro bene; occorre invece entrare «nel desiderio» dello Spirito di Dio «e saremo esauditi»[90]. Usiamo confidenza con Dio, avendo durante il giorno  «sempre in noi stessi il desiderio e il ricordo di Dio»[91], così tutto sarà affidato a Dio e Dio stesso ci seguirà, passo dopo passo nella nostra vita. La preghiera vi sia di conforto e di riposo, specialmente negli stati di ansia e depressione, i quali richiedono tanta preghiera, poiché la preghiera ha il potere di guarire il cuore, la mente ed il corpo. Riposarsi nella preghiera, quale riposo e quale ristoro! La vostra preghiera sia continua durante la giornata e convinta, così la che vostra ragione non debba chiedersi troppi “perché”, ma il vostro cuore ne avvantaggerà nella vostra fede rafforzata, così voi potrete pregare, ringraziare e lodare incessantemente e stare sempre più uniti al vostro Dio. Infine vi chiederete per chi pregare. Pregate per la conversione dei peccatori. Pregate, solo la preghiera e l’esempio potranno guarire i loro cuori. 

3. Adorare Dio dentro di noi

Adorare Dio dentro di noi è possibile in molte maniere. Per esempio durante e dopo la Consacrazione nella Ss. Messa, non c’è momento migliore, dato che Dio è realmente presente. A questo punto, il ringraziamento è d’obbligo. Si possono fare delle piccole preghiere di adorazione (pag. 35). Questi piccoli atti d’amore, uniti a una condotta di vita morale vissuta secondo i Dieci Comandamenti e il S. Vangelo, ci permetteranno di entrare in comunione con Dio. Entrando in comunione con Dio, saremo in grado di essere veramente in comunione con i fratelli e di mettere in pratica il comandamento datoci da Gesù: «Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri, come Io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri»[92]. Ma in che modo amare? Amare Dio adorandoLo, glorificandoLo e ringraziandoLo; amare i fratelli che Dio mi mette accanto nella famiglia, nella Chiesa, fuori e tutte le persone che io avrò occasione di incontrare. Amare Dio significa fidarmi di Lui. Amare vuol dire riporre in Lui ogni mio desiderio, ogni mia tristezza, ogni mia aspirazione, ogni mia fiducia e vivere esclusivamente di Lui che diverrà, che prenderà il primo posto nella mia vita. Adorare Gesù dentro di me e’ cosa molto importante, perché  poi Lo posso adorare anche fuori, in ogni cosa ed in ogni creatura che avrò accanto. Tutto deve essere fatto per dare gloria a Dio, quel Dio che mi ha dato tutto: per prima cosa suo Figlio Gesù e poi tutto quello che nella natura, nei fratelli ed in ogni altra cosa è a mio servizio e a servizio delle creature. Adorare Dio e glorificare poi tutti insieme in Spirito e verità, significa essere leali, onesti, verso se stessi e verso il prossimo. I cuori siano generosi, cuori pronti a donarsi a Dio ed al prossimo, perché solo la generosità creerà quell’ambiente d’amore tanto necessario a rinnovare la vita delle nostre comunità.

4. Purezza di cuore

La disposizione interiore alla purezza deriva dall’allontanarsi da cose che possono contaminare il cuore e la mente. Possono essere immagini che vediamo, discorsi volgari sulla sessualità passati come innocui dalla mentalità corrente o dallo spirito di questo mondo (satana). Ciò che rende più in generale l’uomo impuro è il suo lasciarsi attrarre dal compromesso, per assolutamente piacere agli uomini, anziché a Dio, così da adeguarsi al volere di satana. La conseguenza di tutto questo è che egli non è più libero, ma schiavo di scelte immorali, che lo vincolano in modo negativo, e gli procurano angoscia, depressione, ansia. Quante considerazioni inutili si fanno, quanti pensieri e parole sprecate, quanti atteggiamenti inutili gli uni verso gli altri, quante ipocrisie che dovrebbero essere tolte dal vostro vivere, perché tutto questo vi fa perdere in serenità, in purezza. Mettete purezza in tutte le vostre azioni, in tutti i pensieri, e trasmetteteli a chi vi sta accanto, a chi vive con voi e incontrerete. Dal vostro cuore nascono i vostri propositi, che passano alla vostra mente e dovrete tradurli in purezza anche nel vostro parlare, nei vostri occhi. Se così farete, potrete irradiare attorno a voi la luce di Cristo. Più sarete puri, e più agirete in modo puro con voi stessi e con il prossimo e più salirete quella scala di perfezione che Dio richiede per avvicinarci a Lui, al suo Regno di pace e di amore che Egli ci ha promesso per l’eternità. Regno che possiamo e dobbiamo attuare già su questa terra, primo vero banco di prova di come vogliamo essere: se stare dalla parte del bene, del Sommo bene, Dio, oppure dalla parte del male, satana. Dice Gesù: «Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde»[93].

5. La S. Parola di Dio

La S. Parola di Dio non stanca mai. Le cose che dice, professa sono cose antiche, ma di fatto sono sempre attuali. Quanti insegnamenti e quante emozioni da questa Parola! Quello che oggi non ti dice nulla può dirti qualcosa domani, a secondo del tuo stato d’animo, a seconda di come tu hai vissuto in passato o stai vivendo il presente. Vieni o tu che sei disperato e leggi, vedrai e ne trarrai grande beneficio. Vieni o tu che stai aspettando dalla vita cose grandi, c’è anche per te di cui abbeverarti. Tu, che sei triste perché non sei rispettato da tuo figlio, leggi e comprendi, forse tuo figlio ha bisogno di essere compreso. Tu che invece, non hai un buon rapporto con la sposa o lo sposo, leggi e metti in pratica, sottomettiti a ciò che dice questa Parola e vedrai che troverai il bandolo della tua matassa, perché la vita ricominci con lui o con lei a sorriderti. Tu, che parli male del tuo fratello leggi, metti in pratica e vedrai, scoprirai che anche tu hai peccato. Tu che sei rissoso e te la prendi sempre con tutti, leggi e metti in pratica, cerca la serenità in queste parole, che sono come rugiada, che scendono sul tuo capo e ti donano la pace. Tu donna che ti adorni di mille fronzoli, mille idoli e vai dalle fattucchiere, adora il tuo Dio, perché non ce n’è un altro al di fuori di Lui. Lui sì, che ti darà tanta pace, non prevederà come la cabala, ma ti indicherà nel cuore le vie da seguire. Sono questi i tempi di proclamare a voce alta la divina Parola! Ma prima leggetela, ascoltatela, vivetela in voi. Quando gli altri avranno constatato come voi la vivete, allora sarete loro di esempio, vi seguiranno, li amerete e vi ameranno per quanto avrete trasmesso di gioioso nel loro cuore. Non pensate di potervi comportare come volete, in contraddizione a ciò che voi leggete, meditate. Non illudetevi, poiché Dio conosce il Cuore dell’uomo e sa tutto di lui. E inutile predicare ciò che non si vive, poiché non sareste creduti. Come mettere in pratica la S. Parola di Dio? La prima condizione è il perdono. Senza di esso la Parola non può essere messa in pratica, poiché se la creatura non perdona, Dio non può perdonare ad ella. Il perdono non è facile, ma se la creatura consegna a Dio il proprio spirito, ci riuscirà senz’altro.Seconda condizione: l’aiuto al prossimo, e se porto aiuto è sottinteso che devo amare. Amare significa accettare, accogliere ciò che il prossimo è, senza giudizio alcuno. Non giudicate mai, poiché se voi non giudicherete, l’amore sarà puro in voi. Perciò vi dico: abbiate cura di leggere, meditare, vivere la Parola ogni giorno; è il ristoro delle vostre anime!

6. Inginocchiarsi in Chiesa

Noto con dispiacere, molti cristiani che entrano in chiesa, abituati a fare solo l’inchino, si mettono a parlare anche di cose materiali e magari sconvenienti per la casa di Dio. E’ scritto di Gesù durante la Passione, nell’Orto degli Ulivi: «Poi si allontanò da loro quasi un tiro di sasso e, inginocchiatosi, pregava[94]. Se Gesù nel rivolgersi a Dio Padre si è inginocchiato, tanto più noi che siamo uomini dovremmo inginocchiarci nel luogo di Dio, dove nella Ss.ma Eucaristia Gesù è presente. Anche S. Paolo, prima di partire per un viaggio, nell’invocare Dio s’inginocchiava[95]. I fedeli dovrebbero essere suggeriti di inginocchiarsi al momento di entrare in Chiesa. Gesù non è un capo di Stato, per il quale basta un inchino, è Dio stesso e noi con l’inchino Lo poniamo a livello di un capo di  Stato. Se non Gli diamo il rispetto che merita, come possiamo ricevere le grazie e i doni spirituali di cui abbiamo bisogno per camminare lungo il percorso che ci indica? Anche la nostra genuflessione è un piccolo atto di adorazione, affinché Dio ci doni le sue grazie.

7. Ss.ma Eucaristia

Prepararsi alla S. Messa con l’invocazione allo Spirito Santo. Quando ci si presenta alla S. Eucaristia occorre essere in grazia di Dio e non trovarsi in peccato mortale, perché si offende Gesù nel riceverlo indegnamente e si commette sacrilegio. Inoltre, mi chiedo, se dato l’amore che portiamo a Dio, ci sentiamo degni di prenderLo in mano? Sappiamo, che dal documento della Congregazione per il Culto divino  “Redemptionis Sacramentum”, il fare la Comunione in bocca rimane la prima forma. Infatti, nel documento si afferma che è una concessione quella di prendere la Ss. Eucaristia in mano[96]. Gesù è realmente presente in corpo anima e divinità in quel pane e vino trasformati[97] e viene preso in mano, col pericolo che alcuni frammenti dall’Ostia Santa possano staccarsi, cadere ed essere calpestati. I pronunciamenti del concilio di Trento sostengono che Gesù è realmente presente anche nei frammenti della Sacra Ostia[98] e tali norme della S. Chiesa non possono essere abolite.

8. Meditare la passione e morte di nostro Signore Gesù

Basta meditare la passione e morte di nostro Signore Gesù, per comprendere quanto Egli ci ami e abbia voluto portare su di sé il peso dei nostri peccati, con i quali noi continuiamo a recar dolore a Gesù crocifisso, a motivo di questi. Gesù afferma, che chi non porta la propria croce e non Lo segue non è degno di essere chiamato suo discepolo[99]. Perciò, qualunque croce e umiliazione vi capiti, accettatela di buon cuore, perché «Dio vi risparmia infinitamente, dato il numero e l’enormità dei vostri peccati»[100]. Ecco che la sofferenza espressa dalla croce e permessa da Dio, ha due vantaggi per noi: da una parte di espiare già in questa vita i peccati, dei quali dovremo purificarci in Purgatorio, dall’altra perché con questa croce accettata e unita ai meriti del Cuore di Gesù (Atto di offerta giornaliera pag. 30), molte anime si salvano dalla dannazione eterna. Vogliate amare la croce! In questo modo amerete i fratelli che voi salverete. «Siate disposti dunque ad essere abbandonati dagli uomini e dagli Angeli e quasi da Dio stesso; ad essere perseguitati, invidiati, traditi e calunniati, screditati»[101], a motivo della Verità che è Gesù, Sapienza nel Vangelo, «acqua viva» che disseta[102] in questa vita e nell’eternità. Egli è l’anticipo della vita futura, che attende i veri discepoli: coloro che vogliono mettere in pratica la sua Parola[103], in ogni giorno della loro vita.

9. Unione con Dio


Necessarie premesse per unirsi a Dio è l’aver praticato in se stessi delle mortificazioni, prendendo le distanze dalle cose che turbano e che vediamo o udiamo, perché è attraverso queste che il demonio ci tenta[104]. Diamoci anche una regola nel bere o mangiare, perché gli eccessi rendono fiacca la volontà e conducono al peccato di lussuria[105]. Cerchiamo di praticare il digiuno e otterremo maggior determinazione nel distaccarci dai beni e dalle creature[106]. A questo punto chiediamo a Dio di essere a Lui uniti compiendo queste operazioni interiori: 1°) abbiamo l’unico desiderio di comprendere la volontà di Dio[107]; 2°) esaminiamo ogni giorno la nostra coscienza confrontandoci con la Parola di Dio con cuore puro; 3°) proviamo disprezzo dei nostri peccati[108]; 4°) inchiniamoci con il nostro spirito ai piedi di Gesù Cristo e «gettiamoci nell’abisso della sua misericordia»[109]. 5°) meditiamo la sua passione e chiediamo di essere lavati nel suo sangue prezioso. Proponiamoci di soffrire con spirito di penitenza ogni genere di tribolazione; 6°) preghiamo per il nostro prossimo, per le anime del purgatorio e con grande ardore la Ss.ma Trinità, celebrando attraverso la preghiera e le lodi la sua grandezza; 7°) chiediamo a Maria Ss.ma di mandarci lo Spirito Santo per conoscere la volonta di Dio su di noi e che ci ottenga di vivere una vita cristiana, «una vita tutta secondo il cuore di Dio, una vita tutta interiore e nascosta in Lui»[110].

A questo punto vorrei che faceste discernimento sulla vera fede per distinguerla da quella falsa e da coloro che seminano zizzania con le loro parole contrarie a quelle pronunciate da Cristo nel suo Vangelo:

Se siamo molto tentati e provati durante il giorno o alla sera con tentazioni insistenti consiglio anche la lettura di queste istruzioni-preghiere:

I due ultimi documenti ecumenici  sono espressione di un cattivo dialogo tra cattolici e protestanti, nel quale vengono di fatto approvate molte delle eresie di Lutero, già condannate dal Concilio di Trento. All’interno dell’articolo seguente, oltre alle definizioni contraddittorie dei documenti ecumenici vi sono i miei commenti per farvi capire perché lo sono: 

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[89] Catechismo della Chiesa Cattolica, Libreria Editrice Vaticana, 2006, nr. 2742

[90] Catechismo della Chiesa Cattolica, Libreria Editrice Vaticana, 2006, nr. 2737

[91] S. Giovanni Crisostomo, «La preghiera è luce per l’anima» omelia nr. 6

[92] Gv 13, 34

[93] Lc 11, 23

[94] Lc 22, 4

[95] At 20, 36

[96] Congregazione per il Culto Divino, Redemptionis Sacramentum, Città del Vaticano nr.92

[97] Concilio di Trento – D. 883

[98] Concilio di Trento – D. 885

[99] Mt 10, 38

[100] S. Luigi Maria Gignion de Monfort “Lettera agli amici della Croce”, Il Settimanale di P. Pio, nr. 12 del 22.03.2015, pp. 20

[101] Ivi, p. 22

[102] Gv 4, 10-14

[103] Gv 8, 31-32

[104] S. Alberto Magno, L’Unione con Dio, cap. IV

[105] Ef 5, 18

[106] S. Alberto Magno, L’Unione con Dio, cap. VIII

[107] Ivi, cap. IX

[108] Ivi, cap. XV

[109] Ivi, cap. XVI

[110] S.Pio da Pietralcina, Il Settimanale di Padre Pio, n. 49, 14 Dicembre 2014, p.1